|
di Stefano Giacometti
Un progetto tutto italiano, che fonde tutta la nostra tradizione musicale classica con il rock progressivo. "Heroes Temporis" è il titolo di questa rock opera destinata a far parlare di sé anche in futuro, all'estero sta raccogliendo commenti a dir poco entusiastici, per la particolarità e la bellezza intrinseca di un lavoro che esprime tutto il suo Made In Italy. Ai nostri microfoni i Magni Animi Viri ci raccontano tutti i dettagli della lavorazione, dandoci appuntamento ai prossimi concerti: ai quali non mancheremo sicuramente.
Per prima cosa Vi porgo i miei migliori complimenti, "Heroes Temporis" è una rock opera davvero splendida. Da cosa nasce l’idea di fondere la musica classica con il rock progressivo? La storia del rock è ricca di altri esempi in cui la musica classica si è fusa con il rock, ma nel caso di "Heroes Temporis" non si tratta di qualche arrangiamento ma di una serie di composizioni – arie classiche - che insieme formano la rock opera.
Giancarlo e Luca: innanzitutto grazie dei complimenti caro Stefano, fanno sempre piacere perché, a distanza di un anno, sentiamo la nostra opera sempre giovane e questo ci dà una grande carica. Sappiamo bene che nella storia del rock l'incontro con la musica colta e classica non è cosa nuova, a partire da Deep Purple, Pink Floyd e New Trolls fino ad arrivare a "Dracula" della PFM, però bisogna dire che la nostra vita artistica e musicale è proprio incentrata su questo incontro tra aree diverse. Veniamo dal classico e dal rock, abbiamo avuto esperienze diverse e abbiamo sentito il bisogno di metterle insieme, e forse il segreto di "Heroes Temporis" è proprio questo, ovvero l'equilibrio tra le due componenti, cosa che la stampa a livello internazionale ha apprezzato molto. Abbiamo voluto creare un'alchimia tra le arie classiche – dunque melodie preziose e accattivanti sorrette dalla maestosità dell'orchestra e interpretate magistralmente dalle due voci – e la dirompente energia del rock.
Nella bio citate la PFM, i New Trolls, Dream Theater, Nightwish ed altri gruppi attuali della scena metal. A parte la PFM e i New Trolls, penso che gli altri gruppi non riuscirebbero nemmeno ad immaginare un’opera come "Heroes Temporis": quanto tempo avete impiegato a scriverla e registrarla?
Giancarlo: non voglio peccare di presunzione ma questa è un'opera davvero unica, e non perché siamo migliori di altri ma perché la nostra è un'idea nata con noi, molti anni fa, per cui posso dire che ce la portiamo dietro da sempre. Io vengo dal classico, amo il rock ma lo trovo un po' limitato, per cui abbiamo preso il meglio, affidandolo a grossi musicisti rock e classici. La lavorazione del disco è durata quattro anni, dal 2002 fino alla fine del 2006, ci ha portato via qualche anno perché abbiamo voluto fare le cose nel migliore dei modi.
Volete raccontarci di cosa tratta il concept di "Heroes Temporis"?
Luca: abbiamo puntato molto sul concept perché volevamo un tema che facesse da ulteriore collante, ci affascinava molto l'idea del viaggio, della conoscenza, dell'esperienza che un uomo può fare dentro di sé. Abbiamo affidato la composizione del plot al prof. Ruggiero, una persona colta e sensibile, un vero e proprio umanista moderno, molto attento a certi temi legati all'interiorità e alla spiritualità: grazie alla sua scrittura (con tutte le metafore e i simbolismi di cui ha fatto uso) l'opera ha preso un altro respiro e ne siamo davvero fieri. In sintesi: "Heroes Temporis" è la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi, un'esperienza di purificazione accompagnata da alcuni cavalieri - gli "eroi del tempo"! - vere e proprie figure positive che aiutano il protagonista ad affrancarsi da figure negative e lo spingono verso la liberazione finale.
Come siete entrati in contatto con Ivana Giugliano, Francesco Napoletano, John Macaluso e Randy Coven?
Giancarlo: Ivana e Francesco sono grandi amici, ma soprattutto sono due figure di grandi e giovani professionisti che abbiamo voluto "lanciare". Ci teniamo molto al respiro internazionale della nostra opera ma non potevamo rinunciare all'italianità (la melodia, le arie, le aperture degli arrangiamenti), per cui non potevamo non affidare le parti vocali a due cantanti nazionali. Se abbiamo scelto loro due - che rappresentano l'anima pop/rock e quella lirica del disco – è perché sono eccezionali (nelle recensioni straniere ad esempio sono stati elogiati a non finire!) e soprattutto sono nuovi talenti. Ci tengo anche a segnalarvi il lavoro chitarristico di Marco Sfogli – non è un caso che anche James LaBrie lo abbia voluto con sé - che è stato, oltre che un formidabile esecutore, anche un professionista ineccepibile e capace. Avevamo poi bisogno di una ritmica rock dura ma anche elastica e dinamica, che fosse anche riconoscibile dal punto di vista internazionale: abbiamo pensato immediatamente all'accoppiata Macaluso-Coven. Oltre che ottimi sessionmen sono stati soprattutto dei grandi amici, infatti hanno subito percepito l'importanza del progetto e lo spirito dell'opera.
Nel caso vi venisse proposta una versione in inglese accettereste?
Luca: "Heroes Temporis" è nata come opera rock, ma pur sempre opera, ovvero una delle più alte espressioni del genio musicale italiano, per cui la lingua italiana per noi era imprescindibile, il nostro non è un musical, come ha sempre anche detto la PFM parlando di "Dracula". Broadway e i suoi lustrini, per intenderci, non ci interessano. E' anche vero però che l'inglese potrebbe rendere il nostro lavoro più fruibile e accessibile all'estero, questo non lo ignoriamo, per cui se ci fossero le condizioni giuste, in particolare la necessità di non snaturare il senso del disco, allora per noi sarebbe molto interessante.
La rock opera, nonostante la sua complessità, è ricca di canzoni di facile presa: "Finché", "Pensieri", "Mai Più", "Vorrei", "Come Un Falco", ecc. A mio avviso adatte all'airplay radiofonico, non avete intenzione di pubblicare almeno un singolo?
Giancarlo: di fatto esistono dei pezzi più "immediati" degli altri, guarda caso proprio quelli che hai citato, però estrapolare un pezzo da un'opera concettuale che ha un suo filo conduttore e un suo tema portante in generale è sempre pericoloso. Tuttavia noi abbiamo pensato di strutturare i brani in modo tale da renderli, come dire, "indipendenti" dal concept, anche se ancora non abbiamo pensato alla pubblicazione di un singolo, anche perché il disco ci piace tutto, nella sua interezza!
Discorso simile se trattiamo l'argomento San Remo, a vostro parere potrebbe essere una vetrina adatta ai "Magni Animi Viri"?
Luca: potrebbe esserlo perché il nostro album ha molto della musica leggera italiana, in particolare nelle melodie e nei refrain, ma è anche vero che le vetrine sanremesi servono più ad artisti con l'acqua alla gola o a giovani che non hanno altri palchi da sfruttare. Il nostro progetto ha dimensioni internazionali, e non è un caso che il nostro debutto live avverrà, come avremo modo di comunicare alla stampa a breve, proprio all'estero.
Una curiosità: esiste anche una versione della rock opera interamente strumentale non cantata?
Giancarlo: non esiste in commercio ma nei nostri database abbiamo un po' di tutto, compresa una versione interamente strumentale.
E se in futuro vi proponessero di scrivere una colonna sonora?
Luca: credo che per ogni musicista il lavoro di sonorizzazione per il cinema o per il teatro sia un'esperienza avvincente e ambiziosa, una di quelle che ti mettono alla prova. A noi non dispiacerebbe affatto, anzi, la nostra opera a ben vedere ha quell'approccio così arioso e descrittivo tipico del cinema, pensiamo a Morricone, un compositore che noli amiamo molto.
State pianificando una trasposizione teatrale di "Heroes Temporis"?
Giancarlo: stiamo allestendo un esordio dal vivo in cui vogliamo puntare tutto sulla musica e valorizzare al massimo l'accoppiata rock band-orchestra. Questo vuol dire che sarà solo la musica a parlare, in tutta la sua potenza visiva e immaginifica, per cui escludiamo versioni teatrali. Tuttavia dobbiamo confessarti che abbiamo molti progetti nel cassetto, sia teatrali ma anche filmici. Al momento però il nostro atteso debutto on stage è la cosa che ci preme di più! E presto gli amici e lettori di Babylon Magazine ne sapranno di più! Siamo molto emozionati…
E' d'obbligo chiedervi se ci sarà un seguito ad "Heroes Temporis"?
Luca e Giancarlo: i nostri sforzi mentali, fisici, manageriali e tecnici si stanno concentrando da un anno sulla promozione e commercializzazione dell'opera, ultimamente sulla messa in scena del nostro debutto live straniero, per cui un seguito dell'opera non è attualmente nei nostri programmi, anche se…
Vi ringrazio della vostra disponibilità, rinnovando i miei più sentiti complimenti per la bellezza di un'opera rock come "Heroes Temporis".
Luca e Giancarlo: grazie mille Stefano, come amiamo dire ai nostri sostenitori e in particolare agli amici giornalisti che, come te, hanno dimostrato di aver apprezzato i nostri sforzi, "Heroes Temporis" è stato il primo passo di una grande creazione artistica della quale fate parete anche voi con il vostro entusiasmo, la vostra competenza e la nostra gratitudine. Grazie mille!
|