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di Fabio Castagnello
Dopo un sorprendente debutto, i Soul Secret si sono imposti dinanzi all'attenzione di pubblico e critica. "Flowing Portraits" è un album denso e compatto di prog metal, suonato magistralmente.
Abbiamo intervistato Antonio Vittozzi che, molto simpaticamente, ha risposto alle nostre invadenti domande.
Ciao ragazzi. Ho appena ascoltato il vostro album e sono rimasto affascinato. "Flowing Portraits" è l'album che avrei voluto sentire (dopo tante delusioni) dai Dream Theater, ed invece scopro ora che è in Italia il vero futuro del prog metal. Complimenti!
Ciao! Addirittura?!? Mi fa molto piacere leggere questo entusiasmo e sono contentissimo che Flowing Portraits ti sia piaciuto… Anche io credo che in Italia ci siano valide alternative ai più blasonati gruppi europei e americani. Purtroppo però l’attenzione verso questo genere di musica in Italia non è la stessa che altrove, e quindi si fa quel che si può ;-)
Parliamo subito di voi.
Questo è un debutto discografico, quindi vi chiedo di presentarvi uno ad uno, secondo le rispettive pregresse esperienze musicali.
(Antonio Vitozzi) Ciao a tutti, io sono Antonio Vittozzi e sono alle 6 e 7 corde nei Soul Secret. All’età di 16 anni mi iscrissi alla Yamaha e presi le mie prime lezioni di chitarra da Livio Lamonea per terminale all’età di 19 anni. Le mia prima esperienza musicale è stata con Michele Serpico nei Kimera, gruppo cover rock/hard rock, con i quali ho girato la provincia di Napoli e partecipato alla registrazione di un cd per beneficenza con il pezzo "Hold the Line" dei Toto. Conosciuto Luca di Gennaro, sono entrato a far parte dei Glory Revolution (metal/progressive band). Lì ho conosciuto Lucio Grilli, attuale bassista dei Soul Secret. Dai Glory Revolution ai Soul Secret ho preso parte a diverse formazioni con le quali ho suonato progressive metal e coverizzato Dream Theater. Nel 2004 ho concretizzato la voglia di avere un gruppo progressive tutto mio con i Soul Secret, con i quali ho deciso di incidere il debut album “Flowing Portraits”. Intanto ho ripreso lezioni di chitarra da Livio Lamonea presso Spaziomusica.
(Luca Di Gennaro) Un saluto a tutti i lettori di Babylon Magazine, mi chiamo Luca Di Gennaro e sono il tastierista dei Soul Secret. La mia prima in assoluto furono i Paradoxa, un gruppo formato da 4 componenti, esclusivamente strumentale e pieno zeppo di idee, sebbene la tecnica per metterle in atto non fosse ancora sufficiente. Fui poi spontaneamente chiamato in un gruppetto cover con cui suonai per la prima (ed anche seconda e terza) volta dal vivo. Fortunatamente io, Antonio Vittozzi e Lucio lasciammo la barca prima che affondasse ed entrammo a far parte dei Soul Secret. Con questo gruppo continuammo in maniera più decisa il discorso appena concluso anche se prima di prendere in seria considerazione il discorso compositivo, ci furono in mezzo svariati cambi di formazione (due dei quali mi videro anche protagonista). La formazione attuale ha dato vita a "Flowing Portraits".
(Lucio Grilli) Ciao agli amici di Babylon Magazine, sono Lucio il bassista dei Soul Secret. Il mio breve passato musicale mi ha visto prendere parte a progetti musicali abbastanza diversi e suonare dal vivo in vari eventi dell'underground musicale campano. Il mio primo gruppo vero e proprio furono i Glory Revolution, gruppo metal-progressive dove ho conosciuto Antonio Vittozzi e Luca: in quel caso sostituii il bassista a gruppo già avviato e piano piano mi ritagliai il mio posto sia come persona che come strumentista. Poi ho suonato in un gruppo punk-rock, gli SDA, che portavo avanti parallelamente ai giovanissimi Soul Secret (non nella formazione attuale) e agli Hell Chest (band tributo ai Metallica). Negli anni però la musica progressive attirava sempre più la mia attenzione sia di ascoltatore che di strumentista, e decisi di dedicarmi a 360° ai Soul Secret e alla composizione di brani inediti. Il resto è storia recente.
(Antonio Mocerino) Ciao, sono Antonio Mocerino e sono il drummer dei Soul Secret. All'età di 13 anni ho formato la mia prima rock band con la quale ho suonato nei locali partenopei. Nel 1996 mi sono iscritto al corso di musica Yamaha a Pomigliano D'arco. Nel 1998 ho conosciuto Fredi Malfy e ho frequentato la scuola di Bagnoli per ben 3 anni. Ho formato i Machine of Hate e registrato un cd/demo con loro, esibendomi al Tatoo Expò 2003, tenutosi al Palapartenope di Napoli. Sempre nello stesso anno ho suonato all’apertura il concerto di Paul Di’Anno (ex Iron Maiden). In seguito sono entrato a far parte del gruppo calabro/campano Near Death Experience e ho registrato In the Spectrum 2003 e Threshold of Consciousness 2006, ho partecipato ad Arezzo Wave, e aperto numerosi live a gruppi della scena metal italiana come Natron, Necrodeath. In seguito mi iniziai ad appassionare al metal/progressive e presi parte al progetto Soul Secret. Ad aprile del 2007, nell'Orange Bug studio ho registrato Flowing Portraits, e conosciuto il maestro Gianluca Brugnano.
Sappiamo che Mark Basile è già in forza presso gli affermati DGM. La sua presenza può essere considerata stabile oppure ha solo sopperito ad un buco di line up venutosi a creare con l'assenza del precedente vocalist? Come si è trovato Mark a passare da una sonorità più power oriented (modello Symphony X) ad una invece dove si deve tirare fuori, piuttosto che la potenza, la personalità espressiva?
Beh, diciamo che la situazione è abbastanza complessa… MArk Basile viene sì a sopperire alla mancanza (per motivi di salute) del precedente vocalist, ma è anche il frutto della ricerca del “cantante giusto” per Flowing Portraits. Pur avendo contattato MArk praticamente a pochi giorni dalle registrazioni, i brani gli sono risultati “cuciti addosso” ed il risultato ci ha resi molto soddisfatti. MArk è un cantante espressivo e di esperienza, quindi cantare "Flowing Portraits" per lui è stato abbastanza naturale.
Se dobbiamo inquadrare un periodo storico della band di Portnoy in cui il vostro sound si incastona a perfezione è quello (aureo) di "Scenes From A Memory". Quanto sono vere queste influenze che si avvertono all'orecchio e quanto ha giocato nella composizione il fatto che in passato abbiate suonato cover dei Dream Theater?
Mi lusinga il riferimento al capolavoro della band di Portnoy e soci ;) Beh le influenze sono parecchio veritiere se calcoli la melodicità dei brani. Il fatto che abbiamo suonato cover dei DT ha giocato relativamente, visto che il periodo di cover è durato poco e alcuni pezzi erano stati composti prima.
La cover art è un'insieme di immagini unite da un'ambientazione oscura. Di chi è opera e cosa intende rappresentare?
La cover è opera dell’immaginazione del gruppo e della preziosa collaborazione con Nello Dell’Omo, il quale ha traslato su carta la dinamicità (quasi distruttiva) e la forte passione che cerchiamo di esprimere con i nostri brani. Il divenire è rappresentato da ingranaggi che distruggono, logorano e una clessidra che “tristemente” imprigiona una bimba condannata (paradossalmente) a non veder mai scorrere i suoi anni. E’ una cover art molto, ma molto complessa che stuzzica la fantasia dell’osservatore a trarre le conclusioni più variegate. Sfido chiunque a trovare il volto di Kalliroe all’interno della copertina!
Il disco, per essere un debutto, rasenta spesso la perfezione. Forse qualcosa in più poteva essere fatto in sede di produzione (la voce risulta un po' cavernosa ed ovattata). Una scelta coraggiosa anche quella di includere solo sei tracce (normalmente il numero alto fa mercato), ma dare un prodotto compatto, senza cali. Come è nato il disco?
Come immaginerai i fondi non sono mai abbastanza…! :) Quella della voce è stata una scelta nostra, dettata da particolari esigenze di missaggio. La scelta di sei pezzi è stata dettata dal volere registrare a tutti i costi la nostra musica e dalla consapevolezza che oltre 50 minuti di musica sarebbero bastati all’ascoltatore per capire "Flowing Portraits" e i Soul Secret.
Solita domanda che viene posta nel caso di tracce lunghe e assimilate dalla medesima atmosfera. C'è un concept che lega i testi?
"Flowing Portraits" non è un concept album: non c’è una trama che lega i vari bravi e che si sviluppa nell’arco dell’intero disco. Magari può dare questa impressione atteso che i testi sono caratterizzati da una certa coerenza di atmosfere, ma vi assicuro che non c’è alcun concept dietro ;)
Il cd si chiude con la classica suite di oltre un quarto d'ora, paradigma della vostra proposta. Come nasce un'espressione musicale così lunga e complessa? Quali sono i passaggi?
"Tears Of Kalliroe" nasce da un’idea abbastanza vecchia risalente a prima che Luca Di Gennaro entrasse a far parte della band. La rivisitazione del pezzo ci ha fatti rendere conto della possibilità di trasformarla in una suite e da qui la composizione della bellissima intro orchestrale di Luca e la stesura di parti complesse che potessero supportare la solennità quasi epica del pezzo.
Con l'ausilio dei computer, è sempre più facile scrivere partiture sinfoniche, ricche di orchestrazioni e di annacquamenti. Il vostro sound invece appare molto genuino ed effettivo. Chi scrive le linee melodiche e chi poi provvede ad arrangiarle?
Il sound genuino è frutto della semplicità delle idee e dalla forte ricerca della melodia che spesso si tramutano in parti facilmente comprensibili ed assimilabili nonostante la complessità delle stesse. Sia che si parta da un motivetto che si parta da una serie di accordi, il tutto è supervisionato dal gruppo e articolato per avere un output d’impatto. Le linee melodiche sono stato scritte da Michele Serpico, nostro amico e cantante dei Soul Secret fino alla sua defezione, con la collaborazione di tutto il gruppo al fine di incastonare musica e parole in un sound convincente.
(Luca Di Gennaro) Beh, solo "Sailing in the arms of the ocean" è stata composta con l'ausilio di un computer, ma più per una preferenza a livello di suoni che per altro. Il resto di Flowing Portraits è stato composto in maniera "canonica", senza l'aiuto di alcun software. Il nostro processo compositivo, infatti, è molto semplice ed intuitivo poichè parte da un'idea di un componente (che molto spesso ha in testa tutto l'arrangiamento) che cerca di spiegarla agli altri. Quando si è tutti d'accordo, si procede ad arrangiarla non più nello stile del singolo ma nello stile del gruppo. Per quanto riguarda le linee melodiche, su "Flowing Portraits" è stato decisivo l'apporto, in sede di composizione vocale, di Michele Serpico, nostro grande amico che purtroppo non ha potuto partecipare al disco per problemi di salute. Nelle parti strumentali, invece, le linee al 90% sono composte dallo strumentista che le suona anche se, nel nostro gruppo, fortunatamente capita che il compositore non coincida sempre con l'esecutore!
Anche se la ballata "Regrets" esce fuori dai canoni dell'album e avvolge l'ascoltatore dentro una sonorità easy rock, dalle atmosfere mediterranee, il vostro sound può essere "classificato" ed identificato come progressive metal. E' questa una definizione che vi soddisfa oppure ritenere che ci sia dell'altro o del diverso in voi?
Concordo con la classificazione, anche se i puristi potrebbero vederci troppe parti hard rock e troppe melodie ;) A parte gli scherzi, il progetto Soul Secret è abbastanza avulso da schemi musicali e lascia libertà di espressione a ogni componente di esso. Ovviamente la base è fortemente progressive.
Parliamo di Napoli. Il capoluogo partenopeo è una delle città più feconde sotto l'aspetto musicale. Quanto avete dovuto faticare per uscire allo scoperto e come è arrivato il contratto con la ProgRock Records, una delle più affermate label del settore?
Abbiamo faticato non poco, e fatichiamo ancora… come ogni band emergente! La collaborazione con Davide Guidone (nostro attuale manager) è stata fondamentale. La sua esperienza e professionalità ci ha permesso in non molto tempo di firmare un contratto con la ProgRock Records e di stringere un ottimo rapporto con il suo “boss” Shawn Gordon.
E' campano, come voi, un altro grande artista: Marco Sfogli (Caserta), chitarrista di James LaBrie e di Jordan Rudess (nei rispettivi lavori solisti) e recentemente uscito per la Lion Music con un lavoro personale. Avete mai avuto modo di conoscervi e di confrontare le vostre esperienze che, comunque, sembrano partire dagli stessi riferimenti?
L’ho conosciuto alla presentazione di "There’s Hope" e mi è sembrato un ragazzo assai simpatico e molto ma molto bravo. Ha ricevuto una copia di "Flowing Portraits" e a quanto ho potuto capire sembra gli sia piaciuto. Spero che la nostra conoscenza non si esaurisca con questo incontro.
Siete stati contattati per qualche festival ove far conoscere la vostra musica? Quali sono i programmi per il lancio del disco?
Qualcosa inizia a muoversi, ma è ancora troppo presto per parlare. Ci sono da parte della ProgRock Records continui passaggi radio (online ed FM) e un vicino accordo con la SPV per la distribuzione europea, oltre alla massiccia promozione con copie omaggio. Per date e festival qualcosa bolle in pentola ma per ora non posso sbilanciarmi…
Riguardo all'attuale stato di salute del mercato discografico, vorrei farvi una domanda a bruciapelo: qual'è il gruppo che recentemente vi ha più deluso e quale quello che vi ha più esaltato?
Personalmente l’eccessiva commercializzazione dei Dream Theater mi ha un po’ fatto storcere il naso, anche se "Systematic Chaos" sembra un lavoro abbastanza valido. I gruppi che mi hanno esaltato sono senza dubbio i Pagan’s Mind e i Circus Maximus.
Bene così, ragazzi. Spero proprio di leggere in futuro ancora di voi. Ci fate onore con il vostro talento.
A presto!
Fabio
AV: Ciao Fabio, grazie ancora per le belle parole spese per noi e per l’opportunità concessaci. A presto!
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